Rapallo (Rapàllu in ligure ) è un comune italiano di 30.425 abitanti della provincia di Genova in Liguria, distante dal capoluogo circa 32 km. La sua area urbana si estende su tutto il suo golfo, comprendendo i comuni contigui minori, ed è la decima della regione con 43.000 residenti.
Comune di Rapallo
È il sesto comune della Liguria per numero di abitanti preceduto da Genova, La Spezia, Savona, Sanremo e Imperia e il primo nel comprensorio del Tigullio .
Per tradizione, vi sono tre diverse modalità di indicare gli abitanti della città: i rapallini (in dialetto genovese rapallin) coloro che sono nativi di Rapallo e i rapallesi coloro che semplicemente risiedono nella città ligure. Un'ulteriore appellativo è la dicitura ruentini, usato più raramente nel gergo locale.
La località è celebre per essere stata la sede di due importanti trattati di pace, dopo la prima guerra mondiale, tra il Regno d'Italia e il Regno di Jugoslavia nel trattato del 1920 e tra la Repubblica di Weimar e l'Unione Sovietica nel trattato del 1922.
Indice Geografia fisica Storia Dalle origini alla costituzione in libero comune La podesteria e il successivo Capitaneato L'invasione austriaca e l'era napoleonica Dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia La Grande Guerra, l'alluvione del 1915 e i trattati di pace La Seconda guerra mondiale e la "Rapallizzazione" Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario di Montallegro Santuario di Caravaggio Basilica dei Santi Gervasio e Protasio Pieve di Santo Stefano Chiesa di San Francesco d'Assisi Monastero di Valle Christi Monastero delle Clarisse Cenobio di San Tommaso Oratorio dei Bianchi Architetture militari Castello Cinquecentesco "Castrum Rapallinum" e "Lasaniae" Il borgo, le porte e le torri Torre Civica Torre dei Fieschi Il Lazzaretto Palazzi e Ville Teatri Ponte d'Annibale Chiosco della Musica Monumento di Colombo Gazebo ottocentesco Evoluzione demografica Etnie Istituzioni, enti e associazioni Qualità della vita Cultura Istruzione Musei Media Stampa Cinema Televisione Cucina Personalità legate a Rapallo Nate a Rapallo Legate a Rapallo Eventi Geografia antropica Suddivisioni storiche Quartieri e frazioni Economia Infrastrutture e trasporti Strade Impianti a fune Mobilita urbana Amministrazione Amministrazioni precedenti Gemellaggi Sport Impianti sportivi Calcio Nuoto e pallanuoto Ciclismo Ginnastica ritmica Bibliografia Voci correlate Altri progetti Collegamenti esterniRapallo si trova nella parte occidentale del Golfo del Tigullio , incastonata nel golfo che prende il suo nome (denominato storicamente "Golfo del Grifo"), tra la piana dei due principali torrenti quali il Boate chiamato storicamente "Bogo" e il San Francesco nella parte orientale della città. Il territorio comunale è attraversato inoltre da numerosi corsi d'acqua e rii minori dove, nei secoli, si sono sviluppati i primi nuclei abitativi corrispondenti alle odierne frazioni e località rapallesi.
L'estensione della città si sviluppa soprattutto nel suo immediato entroterra, dominato da zone prevalentemente pianeggianti e collinari, dovuto al grande sviluppo urbanistico che interessò la cittadina nell'immediato dopoguerra creando una vera e propria espansione periferica omogenea verso quelle zone in passato distanti dal centro storico. La rapida evoluzione di tale fenomeno, comune e paragonabile ad altre cittadine della riviera ligure e italiane, prenderà il conosciuto nome di Rapallizzazione.
La morfologia del territorio costiero, in alcune zone frastagliato, non ha permesso lo sviluppo di ampie spiagge sabbiose, più tipiche della zona orientale del Tigullio, ricorrendo per l'attività stagionale estiva alla realizzazione di stabilimenti balneari privati su pontili attrezzati.
Dista circa 32 km da Genova.
Storia Dalle origini alla costituzione in libero comuneIl primo nucleo abitativo sembrerebbe risalire al 700 a.C. a seguito del ritrovamento, nel 1911 , di una tomba antica nell'attuale quartiere di Sant'Anna durante uno scavo d'estrazione dell'argilla per rifornire le vicine fornaci. Negli scavi furono riportati alla luce diversi oggetti sacri, tra i quali un'urna cineraria in terracotta con croce gammata contenente una cuspide di lancia in ferro , vasi e un braccialetto d'oro a forma di serpe . Dai primi studi effettuati sui rinvenimenti fu possibile stabilire l'origine etrusca, se non greca, dei reperti. Il materiale andò successivamente perso non potendo confrontarlo così con i ritrovamenti preistorici della necropoli della vicina Chiavari, lasciando pertanto incertezza sulle prime origini del borgo.
Nel 643 re Rotari, sovrano dei Longobardi, dopo aver conquistato le terre della Liguria creò tra Zoagli e Rapallo un distaccamento militare difensivo contro i rivali Bizantini a questo episodio storico viene fatto risalire il toponimo della località zoagliese di Marina di Bardi dapprima saranno i monaci di San Colombano giunti dalla potente Abbazia di San Colombano di Bobbio ad evangelizzare il territorio sviluppandolo, mentre saranno gli Ambrosiani a costituire il primo tempio religioso, la pieve ambrosiana di Santo Stefano, considerata una delle più antiche della Liguria assieme a quelle di Uscio , Pieve Ligure e Recco .
Nel 774 con la deposizione di Desiderio , a seguito delle sconfitte contro i Franchi a Susa e Pavia, terminò sostanzialmente il Regno Longobardo. Carlo Magno, già re dei Franchi, assumerà il titolo di re dei Franchi e dei Longobardi (Rex Francorum et Langobardorum) e, successivamente, nell' 800 , quello di imperatore augusto.
A seguito del mutato quadro politico, all'interno della Provincia Maritima Italorum (una suddivisione amministrativa risalente al dominio bizantino, corrispondente pressappoco all'attuale Liguria), viene costituita dai Franchi, la Contea di Genova annettendosi anche il villaggio di Rapallo.
Nel 964 il nome del borgo rapallese apparve per la prima volta in un atto notarile , dove viene citato nella vendita di un terreno. Negli anni 1070 1076 1079 fu ripetutamente attaccato dai Pisani per vendetta politica contro la storica rivale Genova.
In due diversi atti del 16 e 18 febbraio 1171 vengono citati per la prima volta i consoli di Rapallo (Ugo di Amandolesi, Rolando di Corrado e Giovanni di Pescino ) facendo presupporre agli storici la costituzione di Rapallo in comune libero (Communi Rapalli ) sotto la protezione di Genova alla quale gli abitanti rapallesi doneranno due galee per contrastare la potenza navale di Pisa. Dalle mappe e fonti storiche si apprese che il territorio comunale originario (molto più esteso dell'attuale) fu costituito dai borghi di Rapallo, Santa Margherita Ligure e Portofino .
L'assalto del pirata DragutIl 4 luglio 1549 l'ammiraglio ottomano Torghud conosciuto in Liguria con il nome di Dragut entrò nel Golfo di Rapallo, assediando la città in tre punti diversi. La sorpresa riuscì in pieno: non fu possibile organizzare una difesa e la confusione sarà tale che le prime notizie giunte a Genova parleranno di un attacco al borgo di Santa Margherita Ligure.
Il pirata Dragut.Il sangue scorse per le strade; un centinaio di giovani donne vennero fatte schiave dai pirati, mentre oggetti sacri vennero prelevati dalle case e dalle chiese. Genova in quell'occasione tardò ad arrivare e, da come si apprende da diverse fonti storiche, nessun comune limitrofo arrivò in soccorso del borgo rapallese, anzi finito il massacro verranno poi a derubare degli avanzi.
È in quell'occasione che il capitano Gregorio Roisecco, mandato dal senato della Repubblica di Genova per valutare la situazione del borgo, propose ai rapallesi la costruzione di un castello per proteggere la città. La storia sullo sbarco del Dragut è stata ripresa, in tempi odierni, in un libro di avventura per ragazzi e nei testi degli alunni di una scuola media genovese
Nel 1203 , a seguito della divisione dei domìni di Genova in podesterie locali, fu istituita la podesteria di Rapallo comprendente i borghi di Portofino , Santa Margherita Ligure, Cicagna e Lavagna; l'inserimento di quest'ultima nei territori giurisdizionali rapallesi creerà un contrasto con la nobile famiglia Fieschi , tanto che prima del 1222 il Tigullio fu diviso nelle due podesterie di Rapallo-Cicagna e Chiavari-Lavagna. È datato al 17 marzo del 1229 l'atto di giuramento degli abitanti di Rapallo, nel palazzo de Fornari di Genova, di fedeltà assoluta e completa dedizione verso la Repubblica di Genova ; quest'ultima, riconoscente, assicurerà al borgo la totale protezione difensiva.
Il 6 agosto del 1284 le galee rapallesi parteciparono alla vittoria genovese nel mar Tirreno della battaglia della Meloria, nonostante il devastante saccheggio subito dalla flotta navale della Repubblica di Venezia che, con a bordo il podestà di Pisa Alberto Morosini, entrò nel golfo rapallese con settantadue navi. Subì un ulteriore attacco navale nel 1320 da parte del Signore di Lucca Castruccio Castracani, ma prontamente sedato dai soldati fiorentini alleati di Genova.
Nel 1450 la lebbra devastò il borgo, mietendo migliaia di vittime, tanto da far costruire il primo ospedale dedicato a san Lazzaro, chiamato lazzaretto.
Il 5 settembre del 1494 la città viene invasa dalla flotta navale aragonese sbarcati con 4.000 soldati per sollevare la popolazione rapallese contro Genova, alla quale si aggiunsero tre giorni dopo ( 8 settembre ) gli Svizzeri con 2.500 soldati. Lo scontro, avvenuto presso il ponte sulle saline, mise a soqquadro il borgo e causò, tra le violenze generali e i saccheggi, l'uccisione di cinquanta malati ricoverati all'ospedale di Sant'Antonio da parte degli elvetici.
Nel 1529 si stabilirono pacificamente i Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta, tuttora insediati in una villa sul mare presso la frazione di San Michele di Pagana. Il 2 luglio del 1557 l'apparizione mariana della Vergine Maria al contadino Giovanni Chichizola (nativo di Canevale presso Coreglia Ligure) "stravolgerà" positivamente la piccola comunità rapallese, la quale costruirà in seguito sul colle dell'evento un santuario mariano ancora oggi meta di pellegrinaggi.
Negli anni 1579 1580 l'incubo della peste penetrò in Liguria causando 100.000 morti in tutta la regione. A Rapallo si registrarono solo due casi sospetti vedendo nel fatto, secondo la devozione religiosa popolare, ad un presunto miracolo della Madonna di Montallegro.
Il 4 luglio 1657 , nel primo centenario dell'apparizione, il capitano ordinò la sospensione degli scambi commerciali e sociali con Recco , Portofino, Santa Margherita Ligure, Chiavari e Genova a causa di una nuova pestilenza nel Tigullio. La città, di fatto blindata, ne esce indenne dalla malattia e per celebrare tale avvenimento vengono celebrate le prime feste in onore della Madonna, con l'esplosione dei mortaretti liguri, e donando alla Vergine una lama d'argento raffigurante il Borgo come segno di gratitudine.
L'invasione austriaca e l'era napoleonicaA seguito dell'assedio di Genova, da parte degli Austriaci, nel 1745 nel territorio rapallese fu costituita una sede di occupazione austriaca locale. Due anni dopo, il 2 luglio , Genova riesce a ribellarsi contro l'invasore, donando per l'occasione (190° anniversario) una lamina d'argento al santuario di Montallegro.
Nel 1797 Napoleone Bonaparte, nella celebre Campagna d'Italia, oltrepassa i confini della Repubblica di Genova causando a Rapallo la municipalità provvisoria. I Francesi diedero inizio ad un "simbolico" saccheggio, ogni bene materiale ed ecclesiale viene confiscato al popolo rapallese risparmiando le due lamine d'argento degli ex-voto. La nuova dominazione napoleonica porterà nello stesso anno l'elezione di Rapallo quale capoluogo del Dipartimento del Golfo del Tigullio con il controllo dei vari cantoni nella media val Fontanabuona. Nel 1798 Santa Margherita Ligure, per ordine dello stesso Napoleone, si costituisce comune autonomo staccandosi dal controllo amministrativo rapallese. Il 28 aprile dello stesso anno i nuovi ordinamenti delle giurisdizioni francesi, porteranno Rapallo a capoluogo del I cantone della Giurisdizione del Tigullio.
Il Capitaneato di RapalloNel 1608 Rapallo viene promossa a Capitaneato distaccandola dalla giurisdizione di Chiavari e dividendo il suo territorio in cinque quartieri:
Pescino (zona sud-ovest comprendente l'attuale Santa Margherita Ligure e frazioni, Portofino ) Olivastro (zona nord comprendente tutte le località dell'entroterra rapallese) Borzoli (zona sud-est comprendente anche il borgo di Zoagli) Oltremonte (zona nord-est comprendente gli odierni comuni della media val Fontanabuona quali Cicagna, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lumarzo, Moconesi , Orero ) Borgo (il centro storico racchiuso dalle mura)Il 1799 fu un anno di caos: la città è teatro di scontri tra l'esercito francese e l'esercito austriaco. Il 12 settembre si instaura un commissariato straordinario austriaco, ma già il 15 ottobre dopo una lunga lotta si ritornò al vecchio impero franco genovese del Bonaparte.
Gli Austriaci però non demorsero dall'impresa e il 15 novembre , dopo un'intensa battaglia sulla Ruta (località di Camogli), riuscirono a ripristinare il commissariato di due mesi prima. Il passaggio stabilì tra l'altro una forte punizione monetaria contro i presunti traditori rapallesi, ritenuti essere vicini ai franco-genovesi. In quattro ore si raccolsero un totale di 6.000 lire.
Nel 1800 , in febbraio, si costituì il Governo Austriaco e Rapallo, scelta come sede della Regia Reggenza Provvisoria, è costretta ad obbedire ad ogni ordine consegnando tutto ciò che la legava (armi, munizioni) al vecchio impero genovese. Il 14 giugno però nuovamente Napoleone riscrisse la storia ligure; Genova e la Liguria vengono liberate definitivamente dagli austriaci confermando nuovamente Rapallo, nel 1803 , a sede principale del II Cantone del Golfo del Tigullio nella Giurisdizione dell'Entella con capoluogo Chiavari.
Dal Regno di Sardegna al Regno d'ItaliaNel 1805 Rapallo fu confluita all'interno dei confini del Primo Impero francese e sottoposta al Dipartimento degli Appennini, voluto da Napoleone con capoluogo Chiavari, adottando come moneta e lingua il francese. L'11 aprile del 1814 gli Inglesi entrarono a Rapallo formando un nuovo Governo Provvisorio Britannico. Risorge, se pur per poco, l'antica Repubblica Ligure, ma sotto il controllo della Casata reale dei Savoia. Il Congresso di Vienna stabilì il passaggio nel Regno di Sardegna e nel 1815 avviene l'atto ufficiale di sottomissione al re Vittorio Emanuele I di Savoia, con la creazione del Ducato di Genova.
Nel 1823 , grazie al ducato genovese e del regno sabaudo, viene deviato il principale fiume rapallese, il Boate, ampliando maggiormente il nucleo urbano. Nel 1836 dopo il miracolo del colera, sempre attribuito alla Vergine Maria dalla popolazione, s'iniziò la costruzione del porto pubblico. Il 14 febbraio 1861 Rapallo festeggia la sospirata Unità d'Italia dopo la vittoria di Giuseppe Garibaldi sostato anni prima nel borgo rapallese.
Il 31 ottobre 1868 l'arrivo della ferrovia Nizza Roma scatenò l'imminente nascita economica e turistica di Rapallo. Agli inizi del Novecento furono aperti i primi alberghi di lusso, sale cinematografiche e da ballo, stabilimenti balneari cominciando la fortuna turistica del luogo. Tra le varie personalità illustre che visitarono e soggiornarono a Rapallo vi furono il poeta Friedrich Nietzsche , il compositore Jean Sibelius ( 1901 ), il presidente degli Stati Uniti d'America Teodoro Roosevelt ( 1910 ), Franz Liszt, lo scrittore Guy de Maupassant, Lord Carnarvon, Eleonora Duse, Ezra Pound, il re Hussein di Giordania, l'imperatrice Soraya di Persia, l'ultimo re di Lituania Mindaugas II che a Rapallo morì nel 1928 , la principessa Luisa d'Asburgo-Toscana ed il marito Enrico Toselli ( 1909 ), lo scrittore Sem Benelli e il principe Augusto Guglielmo figlio di Guglielmo II di Germania (26 marzo 1910). Si aprì persino un Casinò Municipale nel 1902 , trasferitosi poi a Sanremo ( 1927 ).
La Grande Guerra, l'alluvione del 1915 e i trattati di pace Ieri e oggi Veduta di Rapallo incisione in acciaio, 1820, E.F. Batty Il golfo di Rapallo oggiIl 24 maggio del 1915 l'Italia entra in guerra e tanti giovani rapallesi vengono arruolati per combattere sul fronte. Durante il conflitto si verifica una violenta alluvione che devasta completamente la città, aumentando crisi e preoccupazione.
Nella notte tra il 24 25 settembre una pioggia torrenziale si abbatté sul borgo causando al mattino lo straripamento del torrente Boate, allagando il centro storico con acqua, fango e detriti.
Nel pomeriggio un'area attigua alla ferrovia franò a causa della violenta pioggia, causando una massa di fango alta 4 metri. La città è isolata e i collegamenti sono possibili tramite treno provenienti soltanto dal levante ligure. Ci vorranno alcune settimane per ritornare alla calma. Sul fronte nel frattempo cadono in battaglia i primi soldati rapallesi, mentre in città si organizzano nuovi centri di soccorso per i feriti.
Il 6 7 novembre 1917 si svolse la celebre Conferenza di Rapallo tra Italia-Francia-Gran Bretagna. Il 7 novembre del 1920 nel Trattato di Rapallo il Regno d'Italia e il Regno di Jugoslavia firmano nelle sale della Villa Spinola, oggi conosciuta come "Villa del Trattato" i nuovi confini nei Monti Balcani.
Il 16 aprile 1922 Unione Sovietica e la Germania di Weimar si riuniscono nel secondo Trattato di Rapallo per rinunciare reciprocamente ai danni di guerra.
La Seconda guerra mondiale e la "Rapallizzazione"Nel corso della seconda guerra mondiale la città fu occupata dai soldati tedeschi e fascisti costituendo in diverse zone cittadine piccoli campi di stazionamento, avviando una convivenza tra militari e popolazione abbastanza pacifica e di collaborazione.
Nei primi giorni di luglio del 1944 , al mattino verso le 8.30, una formazione di bombardieri americani bombardò la città a tappeto, anche se di fatto non esistevano obiettivi militari. Oltre la metà delle bombe finirono in mare ed oltre la metà di quelle cadute sulla terra non esplosero. Furono colpiti l'orfanotrofio, l'ospizio, l'ospedale civile (che portava dipinta sul tetto una enorme "croce rossa"), la chiesa parrocchiale ed il centro cittadino causando la morte di quarantuno persone (fra i quali bimbi, suore, anziani, malati ed un prete) e anche la demolizione dell'ala est della basilica dei Santi Gervasio e Protasio. Oltre a ciò, ogni notte un bombardiere leggero passava e ripassava sulla città sganciando una o due bombe per notte ed a caso, allo scopo di disturbare la popolazione civile. A differenza di altri paesi liguri, come Zoagli e Recco , la città non fu per sua fortuna particolarmente bombardata, non grazie alla presenza di molte ville signorili di proprietari inglesi come alcuni erroneamente sostengono, ma per la mancanza di grandi ponti ferroviari come appunto nelle sopra citate cittadine e per la sostanziale assenza di una forte presenza tedesca.
Terminata la guerra nel 1945 il Miracolo economico italiano degli anni cinquanta e sessanta coinvolse anche la comunità rapallese, come il resto del Paese. La svolta decisiva fu legata all'arrivo dell'Autostrada A12 Genova-Livorno nel giugno del 1969 .
A partire da quegli anni la città fu interessata da un rapido e talvolta non controllato sviluppo residenziale, con l'edificazione di nuove case e palazzi destinate, nella maggioranza dei casi, alla residenza vacanziera. Zone pressoché primitive o sfruttate precedentemente in diversi usi, agricolo soprattutto, furono di fatto sostituite in breve tempo da nuovi insediamenti abitativi. Il fenomeno prenderà il nome di "rapallizzazione", e tale sviluppo urbano subì ben presto l'interessamento e l'intervento di alcuni dei più famosi intellettuali ed urbanisti dell'epoca, tra questi Indro Montanelli , che segnalarono la situazione che si stava creando nella cittadina ligure. Va segnalato inoltre che lo sviluppo portò parallelamente ad una rapida crescita della popolazione residente. Secondo i dati ISTAT del censimento del 1951 Rapallo risultò avere una popolazione superiore ai 15.500 abitanti e lo stesso censimento eseguito trent'anni dopo, nel 1981 quando i valori cominciarono ad assestarsi, la popolazione registrata superò i 29.500 abitanti, un aumento del 90%.
« D'azzurro, alla sigla Mariana, accostata da due grifoni controrampanti alla sigla, sostenenti, con le zampe anteriori, una corona, il tutto d'oro. Ornamenti esteriori di Città »Lo stemma e il gonfalone ufficiali sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 14 luglio del 1954 . La M, riferibile alla Vergine Maria, fu inserita nello stemma dopo l'approvazione nel consiglio del 28 novembre 1948 per ricordare l'evento dell'apparizione mariana avvenuta a Montallegro il 2 luglio 1557 .
Il gonfalone dal 1991 si fregia dell'onorificenza della Croce di Commenda del Sovrano Militare Ordine di Malta Pro Merito Melitensi .
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Il gotico complesso monastico di Valle Christi del XIII secoloNei secoli scorsi furono le chiese e le loro comunità parrocchiali ha contribuire allo sviluppo religioso e civile dei diversi nuclei guidati dalle figure principali dei vari parroci. Da come si apprende in vari documenti storici, soprattutto riguardanti al primo millennio, i singoli abitanti ricercavano nella propria chiesa o parrocchia una sorta di guida spirituale e morale che li guidasse nella loro vita quotidiana.
Quasi tutte le frazioni sono guidate da una propria parrocchia autonoma, distaccate da quella centrale rapallese, facenti parte della diocesi di Chiavari. Lo stesso quartiere di Sant'Anna, nonostante sia parte integrante della città ruentina, è parrocchia autonoma dal 1968 a seguito della numerosa popolazione abitante nel quartiere. Attualmente si sta provvedendo alla costruzione di una nuova chiesa dedicata alla santa patrona del quartiere, dopo una lunga richiesta durata quasi trent'anni.
Tra gli edifici di culto più antichi del borgo storico rapallese vi sono la pieve di Santo Stefano dell' XI secolo , l'oratorio dei Disciplinanti datato al XV secolo e la neoclassica basilica dei Santi Gervasio e Protasio di origini medievali. Nell'immediate vicinanze del centro storico, poco distante dal castello cinquecentesco sul mare, è risalente al XVI secolo la chiesa e l'ex complesso conventuale di San Francesco d'Assisi e, verso la parte orientale, l'ex complesso monastico delle Clarisse, oggi convertito in edificio scolastico statale, auditorium-teatro civico e museo comunale.
Ulteriore testimonianza della vita religiosa e monastica è rappresentata dai resti, ben conservati in alcune parti dell'edificio, del duecentesco monastero di Valle Christi, presso il campo da golf sulla strada per la frazione di San Massimo, e dai ruderi del più antico cenobio romanico di San Tommaso dell'XI secolo nell'omonimo quartiere presso Santa Maria del Campo. Nella stessa frazione è presente il seicentesco santuario della Madonna di Caravaggio, raggiungibile attraverso sentieri e antiche mulattiere e che, assieme al più noto santuario di Nostra Signora di Montallegro a circa 600 metri sul livello del mare con panorama sull'intero golfo di Rapallo, costituisce il vertice della devozione religiosa e popolare.
Santuario di Montallegro La marmorea facciata del santuario di Nostra Signora di Montallegro Per approfondire, vedi la voce Santuario di Nostra Signora di Montallegro.Costruito su un colle a 612 metri sul livello del mare dopo l'apparizione della Madonna al contadino Giovanni Chichizola il 2 luglio del 1557 , il santuario di Nostra Signora di Montallegro è considerato uno dei principali santuari mariani della Liguria. Patrona di Rapallo e del suo antico Capitaneato dal 1739 , nonché compatrona della diocesi di Chiavari assieme a Nostra Signora dell'Orto di Chiavari, il santuario è meta di pellegrinaggio soprattutto in occasione delle annuali festività patronali, celebrate nei primi tre giorni di luglio. Edificato nel 1558 con fondi degli stessi abitanti rapallesi sul luogo dell'apparizione mariana, la struttura fu notevolmente trasformata nel corso dei secoli XVII e XIX . L'odierna facciata, dell'architetto Luigi Rovelli , è del 1896 .
L' 1 e 2 luglio 2007 , in occasione del 450° anniversario dell'apparizione mariana a Montallegro, il santuario ha ricevuto la visita del Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e dell'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco attuale presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Le due visite possono considerarsi storiche poiché è la prima volta nella storia documentata del santuario che un cardinale di Stato e un presidente della CEI salgono sul colle rapallese per far visita all'edificio religioso.
Santuario di Caravaggio Per approfondire, vedi la voce Santuario della Madonna di Caravaggio.L'attuale edificio religioso, sito nell'omonima località presso la frazione di Santa Maria del Campo, fu edificato tra il Seicento e il Settecento sul luogo di una precedente cappella votiva. Nel corso della metà del Settecento il santuario cadde in abbandono, a causa di contrasti tra la curia rapallese e la comunità parrocchiale campese, alla quale seguì una successiva demolizione nel 1790 su ordine del senato della Repubblica di Genova. Con la indipendenza parrocchiale di Santa Maria del Campo, il santuario fu nuovamente ricostruito nel 1838 nello stile attuale.
Basilica dei Santi Gervasio e Protasio Per approfondire, vedi la voce Basilica dei Santi Gervasio e Protasio.Situata nell'immediato centro storico rapallese, l'attuale chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio fu ricostruita tra il XVII e XVIII secolo in sostituzione di un precedente edificio di culto medievale. Secondo una targa commemorativa presente nella basilica stessa l'intitolazione ai due Santi potrebbe essere risalente al 1118 , con bolla pontificia di papa Gelasio II, anche se su tale data gli storici non abbiano mai trovato di fatto una fonte certa. Anticamente la sua giurisdizione parrocchiale si estendeva dal borgo di Portofino fino all'abitato di Rovereto (oggi diviso in due frazioni distinte nei comuni di Zoagli e Chiavari), ma ancora oggi la sua parrocchia, dopo le successive divisioni territoriali, è considerata la più numerosa della diocesi di Chiavari con circa 18.000 abitanti. L'attiguo e alto campanile, pendente, è del 1753 .
Pieve di Santo Stefano L'antica pieve di Santo Stefano con annesso il campanile, la Torre Civica. Per approfondire, vedi la voce Pieve di Santo Stefano (Rapallo).L'antica pieve di Santo Stefano è ubicata nel cuore del centro storico di Rapallo e, secondo le principali fonti storiche cittadine, fu il primo edificio religioso cristiano ad essere edificato nel territorio rapallese. Il primo documento ufficiale che ne afferma infatti la presenza è un atto di vendita del luglio 1155 .
La sua costruzione dovrebbe risalire pressappoco ad un periodo antecedente la vicina basilica dei Santi Gervasio e Protasio e fa parte, assieme all'oratorio della Santissima Trinità (quest'ultimo conosciuto come l'oratorio dei Bianchi), all'attigua Torre Civica che ne è di fatto il campanile della pieve, e al complesso del palazzo municipale (già antico ospedale di Sant'Antonio), di quel nucleo originario che diede vita alla primitiva comunità rapallese in epoca medievale.
L'attuale aspetto della facciata è risalente alle modifiche effettuate nel XVII secolo dalla confraternita della Morte e Orazione che, probabilmente, cancellarono l'antica e tipica facciata in stile romanico lombardo visibile, ad esempio, nella contemporanea pieve di Sant'Ambrogio ad Uscio .
Chiesa di San Francesco d'Assisi Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Francesco (Rapallo).La chiesa e l'ex complesso conventuale di San Francesco d'Assisi, nella piazza omonima, sono risalenti al 1519 . Il convento, adiacente alla chiesa, viene restaurato e ceduto ai frati Minori nel 1601 per ordine pontificio di papa Clemente VIII. Convertito in scuola primaria nel 1798 , nel 1812 il governo imperiale napoleonico cederà i due locali ecclesiastici all'amministrazione dell'ospedale di Sant'Antonio (quest'ultimo sede attuale del municipio).
Nel 1850 la scuola collegio diventa proprietà del comune di Rapallo che sceglierà di affidare la direzione scolastica all'Ordine dei Padri Somaschi tuttora insediati.
Monastero di Valle Christi Per approfondire, vedi la voce Monastero di Valle Christi.Nei secoli scorsi oltre alla presenza delle numerose chiese in città e nelle frazioni, vennero costruiti e fondati diversi conventi e monasteri per alimentare la già presente vita monastica del luogo. Tra i più famosi e dichiarato monumento nazionale dal Ministero dei Beni Culturali vi è sicuramente il monastero di Valle Christi costruito agli inizi del XIII secolo dai Maestri Comacini ed ufficialmente aperto all'ordine di clausura nel 1203 .
A causa di eventuali invasioni barbariche viene disabilitato nel 1568 , con bolla papale di Pio V , trasferendo le monache nelle case vicine, lasciando all'abbandono l'edificio religioso. Il complesso appartiene ora al Comune e grazie alla costante pulizia è diventato teatro per manifestazioni culturali. Nel periodo estivo l'intero complesso monastico si trasforma in un palcoscenico teatrale all'aperto con pregiate rappresentazioni culturali presentate dai grandi maestri teatrali contemporanei.
Monastero delle ClarisseLa prima pietra dell'erezione del convento e monastero delle Clarisse venne posta il 24 dicembre 1633 , ma i lavori di costruzione si prolungarono molto nel tempo, a causa della mancanza di fondi necessari. Solo nel 1670 il convento fu pronto ad ospitare le monache dell'Ordine di Santa Chiara da Montefalco, ma nuovi intoppi rimandarono il ritiro religioso.
Il 4 luglio 1688 viene celebrata la prima messa nel monastero e l'anno seguente ( 1689 ) le monache poterono finalmente ottemperare alla loro scelta religiosa di clausura. Appena due anni dopo, nel 1691 , si registrarono i primi malcontenti locali, scatenando una sorta di polemica religiosa nella tranquilla cittadina. Il motivo delle polemiche era legato alla posizione del suddetto monastero, adiacente alla spiaggia, quindi, secondo gli abitanti, nel periodo estivo con bagnanti "a vista" dalle suore. Intervennero anche i Padri Francescani suggerendo che un maggior rialzo delle mura e lo sbarramento delle finestre, avrebbe permesso il trascorrere della vita monastica in completa tranquillità con la città.
Il 3 luglio dello stesso anno le porte del convento si chiusero definitivamente, mandando in clausura le suore fino al 1902 dopo che il comune ne comprò i locali nel 1899 . Il passaggio della nuova Aurelia decretò la demolizione, nel 1908 , di un'ala del monastero e la sconsacrazione della chiesa presente nel convento monastico. Durante la prima guerra mondiale diviene deposito di guerra e caserma reale provvisoria.
La chiesa di San Francesco d'AssisiTerminati i conflitti mondiali l'edificio subisce un notevole abbandono, fino al progetto del 1972 nella quale si convertiva l'ex chiesa nell'attuale teatro cittadino. Il convento diventerà dapprima scuola elementare per poi convertire l'area nell'attuale Museo "Attilio e Cleofe Gaffoglio".
Cenobio di San TommasoIn località San Tommaso, quartiere storico della frazione rapallese di Santa Maria del Campo, sono ubicati i resti della chiesa-cenobio di San Tommaso. Il complesso originario è parzialmente crollato lasciando solamente qualche rudere. La sua costruzione risale al 1159 o al 1161 , grazie a fondi provenienti da varie donazioni di Genova. Al 1582 è datata la sua definitiva sconsacrazione, lasciando il monastero al completo abbandono.
Oratorio dei Bianchi Per approfondire, vedi la voce Oratorio dei Bianchi (Rapallo).Risalente alla seconda metà del XV secolo l'oratorio della Santissima Trinità è situato nel centro storico in prossimità dell'antica pieve di Santo Stefano e il palazzo municipale. A partire da questo secolo divenne sede della locale Confraternita dei Disciplinanti, costituita precedentemente nei locali della vicina pieve, e che assunse la denominazione "dei Bianchi" per il colore delle caratteristiche casacche; ancora oggi una lapide in marmo, posta al di fuori dell'oratorio nella facciata, ritrae due confratelli incappucciati e con in mano il flagello.
Architetture militari Il castello cinquecentesco antistante lo specchio acqueo rapallese e la spiaggetta dei pescatori Castello CinquecentescoTra i castelli presenti nella città ruentina il più celebre in ambito locale è sicuramente il caratteristico castello sul mare. Edificato nel 1551 , a seguito delle frequenti invasioni dei pirati, antistante lo specchio acqueo rapallese è stato dichiarato monumento nazionale e simbolo per eccellenza della città.
"Castrum Rapallinum" e "Lasaniae"Le prime fortificazioni , necessarie per un maggiore controllo del territorio comunale che in tempi più remoti si estendevo ben oltre l'odierna superficie territoriale, furono costruite nei pressi delle basse vette montane tra l'entroterra rapallese e la media val Fontanabuona. Un'indagine archeologica, avviata nel 1994 dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, negli storici sentieri boschivi della città ha permesso il ritrovamento, nei pressi del monte Castello, di una prima fortificazione databile tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV secolo .
L'area, denominata dagli storici Castrum Rapallinum, era dominata da una struttura in legno poggiante direttamente sulla roccia. Sarà sul finire del Quattrocento, dopo un primo abbandono, che la struttura verrà riedificata completamente in pietra con due torrioni ai lati, avendo così una massima visione panoramica tra costa ed entroterra. La fortezza mantenne il suo uso militare e di controllo per tutto il XV secolo fino a quando fu in seguito abbandonata per mancato utilizzo. Tra i reperti sono state rinvenute due tavole da gioco in lastre di pietra incise e una decina di dadi in osso utilizzati, come si desume, dai militari del castello durante lo svago.
Così come il Castrum Rapallinum anche l'area del Castrum Lasaniae fu interessata e riportata alla luce durante le ricerche archeologiche del 1994 sulla vetta del monte Pegge. La fortezza militare, costruita presumibilmente nello stesso periodo storico del castello sul monte omonimo, fu realizzata con materiali lapidei del luogo e legno. Il castello fu in seguito dotato di nuove mura in pietra e dotato di armi per la difesa del forte quali alcune palle da bombarda e punte di verrettone di balestra.
Il borgo, le porte e le torri La "Porta delle Saline" tra il lungomare e il centro storico.Anticamente il borgo di Rapallo, cuore del centro storico e sede delle più importanti attività artigianali e istituzionali, era racchiuso nel periodo medievale da una cinta muraria: l'accesso era consentito sola attraverso cinque porte . Proprio un decreto del Senato della Repubblica di Genova, datato al 12 febbraio del 1629 , decretava l'allora Comune di Rapallo come "borgo murato". Studi più approfonditi, tra i quali quelli dello storico Arturo Ferretto , hanno evidenziato che in realtà il senato genovese decretò Rapallo cinto non da mura, di cui non esistono ad oggi tracce tangibili, ma bensì dalle alte case e dalle vie strette i tipici caruggi liguri che proprio per la loro conformazione urbana garantivano una sorta di cittadella murata. Già nel XV secolo l'umanista e cancelliere della Repubblica, Jacopo Bracelli, descrisse il borgo rapallese Burgum et terra sine muro tutissima propter passus strictos territorii.
Per accedere al borgo bisognava oltrepassare cinque porte: la "Porta Occidentale" o "degli orti" situata nei pressi tra la basilica dei Santi Gervasio e Protasio e l'odierno Corso Goffredo Mameli demolita nel 1874 ; la "Porta Aquilonare" o di "Sant'Antonio" sita vicino all'omonimo ospedale, il quale diverrà in seguito la sede odierna del municipio che verrà abbattuta nel giugno del 1702 per iniziativa dei protettori dell'ospedale; la "Porta di Pozzarello" o "del Molinello" situata nella parte finale di Via Venezia (l'antica Rolecca) con l'argine del torrente San Francesco demolita secondo una memoria storica del Cav. Stefano Cuneo nel 1810 ; la "Porta Orientale" o "di San Francesco" nella parte a levante nei pressi della foce del torrente omonimo demolita nel 1821 per l'ampliamento della strada per Zoagli Chiavari.
L'unica porta del borgo storico ad oggi sopravvissuta alle necessarie demolizioni è la "Porta delle Saline". Essa si affacciava sulle saline rapallesi, monopolio della famiglia genovese Doria, racchiudendo a ponente l'accesso. Nei secoli abbellita con le tipiche colorazioni in stile genovese e con la raffigurazione pittorica del quadretto bizantino donato, secondo la leggenda, dalla Madonna nell'apparizione mariana del 2 luglio 1557 , ancora oggi divide il lungomare dal centro storico.
Il controllo del borgo si basò nei secoli soprattutto con l'uso delle numerose torri sparse lungo le colline antistanti Rapallo. Nel territorio rapallese delle tante erette nei secoli precedenti solo quattro sono sopravvissute a crolli o demolizioni necessari. Si possono citare la: Torre dei Fieschi , Torre Baratta e la Torre dei Morello.
Torre Civica La "Torre Civica", simbolo comunale e campanile della pieve di Santo Stefano.La maggiore e la più importante tra le antiche torri di avvistamento, la Torre Civica è un'opera strutturale del 1473 . Secondo le fonti storiche la sua edificazione fu voluta dei nobili cittadini per simboleggiare la pace tra gli abitanti del borgo ruentino dopo un secolo sconvolto da lotte intestine e di potere.
Le prime basi della futura opera vennero decise il 3 gennaio del 1473 le famiglie nobili della città si riunirono in uno straordinario "consiglio nobiliare" nominando quattro presenti per imporre a tutti gli abitanti, senza ovviamente tenere conto della fazione o parte alla quale il contributore appartenesse, un apposito tributo in denaro necessario alla costruzione della torre. La torre prese quasi subito forma a fianco dell'antica pieve di Santo Stefano diventandone, di fatto, il campanile.
Dopo leggere riparazioni nel 1531 dove le fonti storiche attestano una spesa di 12 lire si decise di aggiungere alla torre, nel 1581 , un pinnacolo con terrazzo in marmo e una nuova campana; quest'ultima fu sostituita nel 1640 con una nuova a spese del Borgo e dei quartieri di Borzoli e Amandolesi. Nel 1692 Gio Battista Canevaro ne ripropone la ristrutturazione, spostando l' orologio più in basso, sostituendo gli ingranaggi e provvedendo ad una più accurata manutenzione in cambio di un compenso annuo di 40 lire.
Durante un temporale nel 1873 un fulmine colpirà la sommità della torre distruggendo il terrazzino in marmo e, scongiurato un crollo, costringendo ad un tempestivo intervento di manutenzione. Nella seconda guerra mondiale verrà sistemata, sulla sommità, una sirena d'allarme successivamente rimossa. Negli ultimi decenni del XX secolo la torre fu "ingabbiata" da ponteggi di rinforzo, ma grazie a fondi europei, statali e regionali nel 2002 l'opera viene risanata, rinforzandola con colate di cemento , e restituita ai rapallesi.
Torre dei FieschiLe prime notizie certe sull'esistenza di tale torre appaiono in un atto di vendita del 26 maggio 1254 dove il concittadino Giacomo Boleto vende alla vedova di Tedisio Fieschi, Simona, alcune terre con torre in una località detta in pastinis. Successivamente i terreni passarono di proprietà ad Ottobono Fieschi, che salirà nel 1276 al soglio pontificio con il nome di papa Adriano V, e che nel 1269 affitterà il tutto ad Ada Barbieri e al figlio Tommasino.
Dopo una nuova proprietà dal 1271 , appartenenti ad un certo Giacomo de Graverio, la torre e le terre circostanti divennero possedimento terriero della famiglia nobiliare Fieschi di Lavagna così come attesta un documento del 1451 . Sarà nel XVII secolo che passerà nelle mani della famiglia Cagnoni, assumendo la nuova denominazione de "Torre dei Cagnoni". Nei secoli successivi diverrà proprietà dei Pessagno, dei Rebora e dei Zignago all'inizio del XX secolo quando questi ultimi la dotarono dei caratteristici merli ancora oggi visibili come il resto della torre.
Il Lazzaretto L'antico Lazzaretto.Nel 1450 la lebbra decima le prime vittime nelle podesterie di Rapallo e Recco , pertanto grazie alla notevole donazione di un appezzamento di terra da parte di un cittadino rapallese s'inizia la costruzione di un ricovero provvisorio, dedicato poi a San Lazzaro di Betania. Da qui il toponimo lazzaretto. Nel 1471 Papa Sisto IV accorpa tale ospedale con quello di Genova sotto il controllo dei Protettori di Pammatone. La peste miete più vittime del previsto, tanto da causare l'affollamento dell'ospedale stesso per tutto il 1475 . Tra le persone malate anche il figlio del fondatore Giacomo d'Aste.
Nel 1505 le condizioni dello stabile diventano fatiscenti, tanto da dover mettere mano ad un restauro accurato. Il vescovo di Novara comanda all'ordine di Pammatone, nel 1582 , un immediato ripristino del nosocomio, specialmente per le parti esterne. I curatori però non eseguirono mai i lavori di risanamento, principalmente per motivi legati alla notevole spesa che, sempre secondo il vescovo novarese, spettava all'ordine genovese. Attualmente lo stabile, di proprietà privata, non si presenta in ottime condizioni strutturali impedendo l'agibilità dei locali.
Palazzi e Ville Per approfondire, vedi la voce Palazzi e ville di Rapallo.La città è ricca di palazzi storici, ognuno con una sua particolare storia. Esempio classico il Palazzo Municipale, costruito in epoca medievale dapprima come ricovero ospedaliero successivamente convertito nell'attuale municipio. Le ville presenti nell'intero territorio comunale sono state costruite durante la Belle époque di fine Ottocento . Tra le più famose Villa Tigullio sede mondiale del Panathlon International, del Museo comunale del pizzo al tombolo e della civica biblioteca.
TeatriIl Teatro Auditorium delle Clarisse è l'unico teatro cittadino con una capienza massima di 265 posti a sedere. Il teatro è stato ricavato da un convento di clausura del 1633 dismesso poi definitivamente nel 1902 . Dopo vari anni nel degrado o come deposito di armi, imbarcazioni nelle guerre mondiali, nel 1967 il Comune decide di iniziare l'opera di ristrutturazione creando nella vecchia chiesa un piccolo teatro ideale per manifestazioni culturali e locali. Nel 1995 l'Auditorium viene nuovamente sottoposto a riparazioni conservando però gli antichi splendori.
Il ponte in stile romano detto "d'Annibale". Il Chiosco della Musica. Ponte d'AnnibaleTra i monumenti rapallesi più conosciuti trova spazio il Ponte detto "d'Annibale" costruito in stile romano, ma nel periodo medievale. Non si conosce l'origine del nome, visto che Annibale il condottiero non passò certamente da Rapallo, tanto meno possa aver costruito un ponte.
Gli storici identificano il ponte più con il "Ponte sul Boate" citato in molti documenti pervenuti. Sempre dalle fonti storiche si apprende che fu risistemato nel 1733 a causa delle numerose alluvioni che lo colpirono nei secoli passati. Con il passaggio dalla Repubblica di Genova al neo Regno di Sardegna arrivano i fondi per la deviazione del torrente Boate, passante sotto il ponte, conclusi nel 1823 . Il fiume viene deviato consentendo poi la costruzione della nuova strada collegante Rapallo con Santa Margherita Ligure.
Chiosco della MusicaIl Chiosco della Musica, inaugurato nel 1929 , richiama lo stile Liberty . Voluto dagli emigranti rapallesi in America Latina per concerti bandistici, raffigura nella cupola i dodici musicisti più famosi della storia. Tra le raffigurazioni si riconoscono: Johann Sebastian Bach, Gaspare Spontini, Giovanni Battista Pergolesi, Domenico Cimarosa, Georges Bizet , Amilcare Ponchielli, Charles Gounod, Gaetano Donizetti, Claudio Monteverdi, Georg Friedrich Händel , Franz Joseph Haydn e Giacomo Puccini.
Sul finire del 2009 sono stati avviati interventi di recupero della struttura (copertura, decorazioni pittoriche, ringhiere e balaustre) e dell'intera piazza con una completa pedonalizzazione della stessa con il rifacimento della pavimentazione. Proprio in quest'ultima fase dei lavori gli scavi, realizzati per porre le basi della nuova piazza, hanno permesso il rinvenimento, nella zona tra il chiosco e la "Casa Garibalda", di un antico molo-banchina d'attracco del XVIII secolo .
Monumento di ColomboIl monumento a Cristoforo Colombo , inaugurato il 21 maggio 1914 adiacente il porto pubblico, fu fortemente voluto dagli emigranti rapallesi nelle Americhe . L'opera, frutto della maestria dello scultore italo argentino Arturo Dresco, fu finanziata completamente dagli emigrati a ricordo della loro patria natia. Una nota locale asserisce che il dito del navigatore genovese, proteso verso il mare, indichi proprio il continente americano.
Gazebo ottocentescoIl Gazebo XIX secolo è situato nel cuore del centro storico. Utilizzato nel passato come sede del mercato ittico negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha scelto per il gazebo un uso più dignitoso. Dopo un restauro approfondito del tetto e delle parti in ferro è ora scelto come sede di manifestazioni culturali, mostre o altro.
Del periodo bellico è rimasto a terribile ricordo il "Muro dei Partigiani" detto semplicemente "il Muro" tristemente noto ai rapallesi per le atrocità compiute durante la seconda guerra mondiale. Come si può immaginare tanti partigiani, non solo di Rapallo, vennero fucilati qui lasciando ai posteri il ricordo della Resistenza nei buchi presenti nel cemento. Altro monumento è quello ai caduti di tutte le guerre situato all'inizio del lungomare.
Evoluzione demografica Il lungomare Vittorio Veneto in notturna.Abitanti censiti
Etnie Il monumento a Cristoforo Colombo , nella zona "del Lido" e adiacente il porto pubblico, simbolo dell'emigrazione rapallese in America.Recentemente , grazie ad uno studio sul territorio e prendendo spunto dai dati dell'anagrafe cittadina, si è potuto stabilire che il comune ruentino ha avuto a partire dal 1998 un forte incremento di presenze straniere.
Al 31 dicembre 2007 si stima che il 6,8% della popolazione rapallese residente sia di nazionalità straniera, proveniente soprattutto da paesi comunitari dell'Unione Europea, ma anche da cittadini extracomunitari, per un totale di 2.093 residenti regolari. Tale valore, è solo di tipo indicativo, poiché non è possibile stabilire con esattezza le presenze non regolari. I motivi di dell'alto tasso di insediamento possono essere ricercati nella cospicua presenza di abitazioni effettive e seconde case, queste ultime rappresentano il 45% dell'intero patrimonio abitativo di Rapallo, e negli affitti più bassi rispetto ad altre cittadine del circondario tigullino.
La maggior parte dei cittadini stranieri, così come affermano diversi studi sul fenomeno (quali ad esempio una ricerca effettuata da dieci anni per conto della CISL da Francesco Gastaldi ed Antonio Graniero) e i dati provenienti dagli uffici di pubblica sicurezza, lavora principalmente nelle altre città vicine a Genova soprattutto utilizzando Rapallo come semplice residenza o dormitorio notturno. Ciò nonostante alcuni di essi lavorano regolarmente nel territorio rapallese specialmente nei settori legati all'edilizia, nelle imprese di pulizia e assistenza anziani come badanti inserendosi positivamente nel tessuto socio-economico della città. Proprio grazie al notevole flusso migratorio, costantemente monitorato, recentemente sono state avviate nel territorio rapallese diverse attività lavorative, legate alle diverse popolazioni straniere, fino a poco tempo fa sconosciute o non presenti nel territorio.
Su una popolazione totale di 30.425 abitanti al 31 dicembre 2008 , gli stranieri residenti sono 2.353, pari al 7,75% della popolazione. Le famiglie con almeno uno straniero al proprio interno sono 865 su 15.009. I primi dieci Stati con il maggior numero di residenti a Rapallo sono di nazionalità albanese, romena, ecuadoriana, cingalese, egiziana, marocchina, ucraina, tunisina, polacca e filippina:
AnnoHanno collaborato all'istituzione accademica alcuni tra più importanti filosofi e artisti viventi (da Gianni Vattimo a Sergio Givone , da Giovanni Reale a Vincenzo Vitiello , da Fèlix Duque a Marco Ivaldo, da Bruno Canino a Giovanni Angeleri, da Camillo Milli a Giselda Castrini). L'identità accademica si trova nel creare una visione interdisciplinare dell'estetica attraverso un confronto con le altre forme dell'esperienza artistica; in particolare ogni anno accademico sviluppa corsi istituzionali sulla filosofia dell'arte, lezioni-concerto sulla musica, teatro, cinema, pittura, ecc. Il Comitato scientifico, costituito da alcuni tra i più importanti pensatori contemporanei, è diretto dal filosofo Alessandro Di Chiara e presieduto dall'estetologo Elio Matassi. L'Accademia è specializzata nella ricerca di opere inedite, di filosofi classici e contemporanei, pubblicati con l'originale a fronte, per i tipi dell'Editore "Il Ramo".
Associazione Culturale "Bella Nina" per il Pizzo al Tombolo Rapallese. Questa associazione, molto importante per la città, mantiene vivo ancora oggi la storia della fabbricazione dei famosi pizzi al tombolo rapallesi. "Scuola di Rapallo". Importante scuola inerente al mondo dei fumetti. Tra i suoi maggiori disegnatori Luciano Bottaro e Carlo Chendi. Corpo Bandistico "Città di Rapallo" Nato nel 1845 , sotto il nome di "Compagnia Filarmonica Città di Rapallo" è una delle più antiche associazioni musicali della Liguria. Può vantare una scuola interna gratuita aperta a tutti i cittadini che desiderino entrare nelle file del complesso cittadino, con lezioni tenute da insegnanti diplomati e qualificati. Qualità della vitaRapallo ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità dell'approdo turistico (Porto Turistico Internazionale "Carlo Riva") nel 2003 , 2004 , 2005 , 2006 , 2007 , 2008 e 2009 .
Cultura Villa Tigullio, sede del Museo del merletto e della Biblioteca Civica Internazionale. IstruzioneLa Biblioteca Civica Internazionale "Città di Rapallo", sita nei piani superiori di Villa Tigullio, nel parco comunale "Luigi Casale", è una delle poche biblioteche liguri più accessoriate culturalmente. Alla fine del 2005 l'intero patrimonio librario conta all'incirca 46.000 libri divisi in letteratura italiana, inglese , francese, tedesca, russa e spagnola. Inoltre è possibile sfogliare riviste italiane e straniere. È disponibile anche una fornita sezione per i ragazzi fonte e spunto per ricerche scolastiche o approfondimenti culturali.
Rapallo è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:
Liceo Scientifico Tecnologico "G. V. Deambrosis Giulio Natta". Istituto Professionale Statale dell'Industria e dell'Artigianato "Giovanni Deambrosis". Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Statale " Fortunio Liceti ". Liceo Classico Statale "Giovanni da Vigo", due sedi. Musei Per approfondire, vedi la voce Museo del merletto .In città sono presenti tre siti museali di grande pregio artistico-culturale. Tali musei hanno una notevole presenza turistica legata soprattutto ad una conoscenza maggiore della cultura rapallese e dei suoi prodotti artigianali come il pizzo al tombolo.
Il museo del merletto ha sede nella villa Tigullio. Il museo è stato aperto ufficialmente al pubblico nel 1990 e dopo un accurato ampliamento nelle sale sottostanti nel 1997 . L'intera collezione comprende circa 1400 manufatti in pizzo pregiato databili tra il XVI secolo e alla fine del XX secolo . Compresi nell'ottima collezione anche capi di abbigliamento e arredamento oltre a 5000 disegni per la lavorazione del pizzo e del tombolo . Parte della collezione fa parte di un'antica bottega dedicata alla manifattura rapallese ceduta poi al Lions Club di Rapallo e quindi donata nel 1970 al Comune.
Il Museo "Attilio e Cleofe Gaffoglio", sito nell'ex monastero delle Clarisse, offre al visitatore numerose collezioni in oro , porcellana, avorio oltre che a sculture e dipinti pregiati donati dai concittadini Attilio e Cleofe Gaffoglio. Originari di Torino , ma residenti a Rapallo fino all'improvvisa morte nel 2000 erano i proprietari dell'intera collezione fino al lascito definitivo al Comune nel luglio dello stesso anno.
Il Museo della Civiltà Contadina "Giovanni Pendola" è stato fondato soprattutto per far conoscere non solo ai giovani, ma anche ai turisti la Rapallo "di un tempo" collocando il complesso storico in un antico mulino sulla strada per Montallegro. Sono presenti oggetti, attrezzi e molto altro legato al mondo contadino e all'agricoltura.
Media Piazza Matteo Canessa adiacente la basilica rapallese. StampaNel territorio rapallese, e in altri comuni del Tigullio , hanno sede diverse redazioni di testate giornalistiche locali quali il mensile "Il Mare", fondato nel 1908 , e oggi diretto da Emilio Carta, il settimanale "Il Nuovo Levante", diretto da Paola Valdata, recentemente trasferitosi a Chiavari. Non esiste più, invece, il mensile "Viva Rapallo Viva", diretto in passato anche da Simone Rosellini e Gabriele Ingraffia.
CinemaNel Golfo del Tigullio e a Rapallo in particolare sono state girate negli anni cinquanta e sessanta diverse pellicole cinematografiche italiane e straniere. Nel 1954 la città è stata il set del film La contessa scalza del regista Joseph Mankiewicz con protagonisti due attori hollywoodiani quali Humphrey Bogart e Ava Gardner.
Nel 1958 il regista Gianni Franciolini scelse la città rivierasca come sfondo per il film Racconti d'estate; tra gli attori Alberto Sordi e Marcello Mastroianni quest'ultimo nella parte di un commissario di polizia e l'attrice francese Michèle Morgan nei ruoli di una ladra.
TelevisioneNel quartiere Laggiaro ha sede una locale emittente televisiva l'unica del comune e fondata nel 1989 denominata STV .
CucinaSecondo alcuni riferimenti storici uno dei primi piatti più celebri della cucina ligure, i pansoti alla salsa di noci, sono nativi della frazione di San Martino di Noceto dove in passato, come attesta il toponimo, la raccolta delle noci costituivano il primario sostentamento degli abitanti.
Personalità legate a Rapallo « O dolcissima Rapallo, città d'oro illuminata dai tramonti di corallo, lo smeraldo del tuo mare e l'azzurro del tuo cielo ogni coppia fa sognare.
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